MOSTRA di Roberto Streglio – acqueforti e disegni

 

Ritratto di Annalisa, 1998, acquaforte, 175 x 235 mm

 

 Una mostra dedicata a Roberto Streglio, eccezionale acquafortista biellese scomparso prematuramente nell’ottobre del 2015. Artista di sconcertante, estrema bravura, artista sensibile e discreto, ma assai poco conosciuto. Diplomato all’Accademia Albertina di BB AA di Torino, allievo di Sergio Saroni e Mario Davico per il corso di pittura, di Francesco Franco e Vincenzo Gatti per il corso di Tecniche dell’Incisione. E’ stato docente di Discipline Pittoriche al Liceo Artistico Quintino Sella di Biella, dal ’93 al ’94 è stato supplente alla seconda Cattedra di Tecniche dell’Incisione dell’Accademia Albertina. Dal 1984 ha partecipato a mostre e rassegne di grafica incisa.

 

Ragazza con cappello, 1998, acquaforte, 190 x 200 mm

 

Roberto Streglio da riscoprire e apprezzare a partire da sabato 9 Aprile 2016, ore 17:30 al Senso del Segno, Associazione Culturale Incisione e Disegno, in via Duchessa Jolanda 34, 10138 Torino. Apprezziamo un artista raro, di altissimo livello, un ricercatore rigoroso oltre ogni limite. La qualità che difficilmente va a braccetto con la fama e con il mercato (anzi, molto spesso dal punto di vista artistico ciò che vende lascia molto a desiderare), qui, nelle sue opere, è punta di un iceberg fatto di lavoro, solida disciplina, tempo, sacrificio. Qui in questo spazio mi prendo la libertà di dire quello che penso e cioè che apprezzo tantissimo quel genere di artisti che non hanno avuto bisogno di ingraziarsi un Re Mida sdoganatore di talenti nascosti e..danarosi, per essere considerati dei Grandi. L’artista con la A maiuscola è un ricercatore che lavora prima con la mente – e spesso in solitudine -, masse ancora prive di forma, coacervi di un’opera, per dar vita a qualcosa destinato davvero a superare la prova del Tempo.

La veranda di Passerano, 1996, acquaforte, 80 x 140 mm
Un artista non appare dal nulla, non si improvvisa, ma va sempre valutato per l’autenticità delle emozioni che trasmette, per la sua evoluzione (anche spirituale, se vogliamo) per il tipo di percorso. Se sotto la punta c’è poco ghiaccio..allora marca male: mi riferisco a quelle generazioni di artistucoli che son solo fuochi di paglia, giullari di terz’ordine senza arte né parte (lo scrivo con il fuoco) che critici, ma sopratutto collezionisti, e signori “con le mani in pasta” si divertono a tirar fuori dal cappello.
Andiamo invece a vedere la mostra di Roberto Streglio che ha agito in sintonia con il suo sentire (artista della forma e del contenuto). Rifacciamoci gli occhi, risintonizziamoci su questo genere di vibrazioni, giusto per non inaridirci con le cavolate invereconde dell’Arte Contemporanea (che andrebbero bene come souvenir da tabaccheria). Perché, sappiatelo, coltivare la propria sensibilità artistica significa mantenere alta la nostra percezione dei valori di un’opera e ristabilire il senso della vera bellezza.
…..significa imparare ad accorgersi del Bello che ci circonda!