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Tesina Oriana Fallaci

di Lorenzo Pitaccolo classe V A 2017


Istituto Istruzione Superiore Statale

Classico – Linguistico – Artistico

LICEO GIUSEPPE E QUINTINO SELLA – BIELLA

Tesina Esame di Stato di

LORENZO PITACCOLO – 5a A

A.S. 2016/17

ORIANA FALL

 

INTRODUZIONE

Oriana Fallaci è stata una delle giornaliste e scrittrici più importanti della seconda metà del XX secolo. Donna affascinante, energica, fuori dagli schemi, coraggiosa e sempre controcorrente, nonostante il pessimo carattere è stata molto apprezzata, sia dai suoi estimatori sia dai suoi detrattori, per il suo impegno a raccontare sempre la verità. Nata nel 1929 e morta nel 2006, è stata testimone diretta degli eventi più importanti dell’età contemporanea. Quando era solo una ragazzina di quattordici anni entrò nel movimento Giustizia e Libertà, facendo da staffetta partigiana. Dopo gli studi iniziò la carriera giornalistica, quella che lei vedeva solo come un mezzo per arrivare al suo vero obiettivo: scrivere libri. Fu in realtà proprio il giornalismo a determinare il suo successo e a renderla un personaggio conosciuto in tutto il mondo e seguito quasi quanto, o anche di più, dei personaggi che lei intervistava. Fatta la gavetta a Cinecittà e a Hollywood con le stars degli anni ’50 e ’60, passò a fare la reporter di guerra, in Vietnam, esperienza terribile e al contempo sensazionale, che segnò il suo carattere e la portò per la seconda volta a contatto con la guerra e la morte. Fu una delle prime donne a farsi strada in un mondo che fino ad allora alle donne sembrava precluso. Intervistò i personaggi che fecero la Storia della seconda metà del Novecento: la maggior parte dei politici e dei generali passò sotto il suo vaglio, uscendone spesso distrutta e umiliata, grazie alla perspicacia e all’audacia di Oriana, che era sempre in grado di porre le domande più scomode e imbarazzanti. Inventò un modo tutto suo di intervistare e scrivere, le sue interviste erano dei veri interrogatori e le domande venivano preparate e studiate a tavolino nel minimo dettaglio, inmodo tale da cogliere impreparato l’intervistato e da fargli dire anche quello che non avrebbe voluto. È in questo modo che intervista personaggi illustri come Bob Kennedy, Kissinger, Arafat, Giap, Khomeini, Gheddafi e molti altri. Il successo è dovuto anche ai libri che scrive, che toccano le più svariate tematiche: dalla condizione delle donne alla guerra, dall’aborto all’amore, dall’uomo corrotto dal Potere all’uomo impegnato nella lotta contro la tirannide. In seguito alla sua ultima esperienza come reporter di guerra in Kuwait, si ammalò di cancro e iniziò quella che lei chiamava “la battaglia contro l’alieno”, che combatté fino alla morte. Isolatasi nella sua casa di New York perché disgustata da come il mondo si era trasformato negli ultimi decenni, iniziò a scrivere il suo ultimo libro Un cappello pieno di ciliege, opera monumentale che ha richiesto più di dieci anni di lavoro, alla quale Oriana si è dedicata con tutta l’anima per consegnare al pubblico un romanzo che raccontasse la storia della sua famiglia, una storia ricostruita nei minimi dettagli, con la minuzia di un cesellatore, dietro cui sta un incessante ed estenuante labor limae. Criticata aspramente per la sua posizione nei confronti dell’Islam radicale, negli ultimi anni della sua vita ha subito numerosi processi morali e attacchi su più fronti, miranti a distruggere la sua reputazione e a dipingerla come una vecchia amareggiata e xenofoba. Tutt’oggi Oriana continua ad essere guardata con diffidenza, proprio perché è un personaggio scomodo, che invita a riflettere, a non abbandonarsi all’inerzia culturale e di pensiero che sta affliggendo l’Europa al giorno d’oggi. Mantenere in vita il ricordo e l’esempio di questa donna così straordinaria e particolare può essere proprio un modo per contrastare tutto ciò.

L’INFANZIA E LA RESISTENZA

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Oriana all’età di tre anni

riana Anastasia Talide Fallaci nasce il 29 giugno 1929 a Firenze. Il padre, Edoardo Fallaci, è artigiano e possiede unapiccola bottega in cuirealizza mobili; la madre, Tosca Cantini,invece si occupa della famiglia e arrotonda i guadagni del marito facendo le pulizie in casa del cognato Bruno Fallaci. Entrambi i genitori sono fiorentini,ma in un’intervistaOriana aggiunge: «da parte di mia madre, tuttavia, esiste un “filone” spagnolo: la sua bisnonna era di Barcellona. Da parte di mio padre, un “filone” romagnolo: sua madre era di Cesena. Connubio pessimo, com’è ovvio, nei risultati temperamentali. Mi ritengo comunque una fiorentina pura. Fiorentino parlo, fiorentino penso, fiorentino sento. Fiorentina è la mia cultura e la mia educazione. All’estero, quando mi chiedono a quale Paese appartengo, rispondo: Firenze. Non: Italia. Perché non è la stessa cosa». La famigliaFallaci è piuttosto povera e spesso si deve privare di molte cose, tuttavia papà Edoardo e mamma Tosca non rinunciano a un “vizio” in particolare: spendere i pochi risparmi che hanno per comprare libri. Ed è proprio nella Stanza dei Libri, un salotto destinato a biblioteca e per un periodo anche a sua camera da letto, che Oriana sviluppa l’amore per la letteratura; qui, ricorda, c’era uno scaffale di libri proibiti, che potevano leggere solo gli adulti, ma la curiosità la spinse un giorno a leggere Le Mille e una Notte, che la affascinò a tal punto che per tutta la vita continuò a collezionare molte copie dell’opera, anche in edizioni antiche e pregiate.

La famiglia Fallaci, pur essendo povera, si interessa di politica; entrambi i genitori sono accaniti antifascisti e Oriana si vanterà sempre per il fatto che nessuno di loro avesse mai preso la tessera del PNF (Partito Nazionale Fascista). Non a caso proviene da una famiglia eroica e anticonformista, che già nei secoli passati ha dato prova di coraggio, ribellandosi al regime napoleonico e partecipando attivamente al Risorgimento. Tosca addirittura è orgogliosa di avere avuto un padre anarchico che ha disertato durante la Prima Guerra Mondiale, guerra che riteneva un inutile massacro. L’infanzia di Oriana non è molto serena, infatti, alle difficoltà economiche e alla situazione politica italiana degli anni Trenta, si aggiungono le tensioni familiari, in particolare i litigi tra la madre e la nonna paterna, Giacoma Ferrieri, donna dal carattere forte e volitivo. Tosca, come molte donne italiane di allora, è costretta a dedicarsi esclusivamente alla famiglia, compresi i suoceri, mettendo spesso in secondo piano i propri interessi, e nella sua vita cercherà sempre di dare tutto alle figlie affinché possano fare ciò che lei non ha fatto, ossia studiare e intraprendere una brillante carriera.

Nel 1938 la piccola Oriana assiste a Firenze con la zia Febe al corteo in cui sfilano Mussolini e Hitler, acclamati da un’immensa folla, immagine che le rimarrà per sempre impressa nella memoria e che le ritornerà utile per fare confronti e delineare i tratti dei dittatori e dei potenti che intervisterà; tornata a casa, ricorda, «strillai tutta contenta: “Mamma! Ho visto Hitler! Ha un’aria proprio gentile!”. Ma la mamma mi fulminò con un’occhiata e puntando il mestolo disse: “Cretina, idiota. Io con la zia Febe non ti ci mando più!”».

Oriana all’età di dodici anni

 

L’entrata in guerra dell’Italia il 10 giugno 1940, segna profondamente la vita dell’allora undicenne Oriana. La situazione economica della famiglia peggiora e dal 1943 Firenze inizia a essere bombardata costantemente dagli Alleati. È per questo che la famiglia Fallaci deve spesso trasferirsi a Mercatale Val di Pesa. Un giorno Oriana affermerà: «Ero una bambina esperta di fame e di freddo e di paura». La guerra, infatti, segna profondamente la sua infanzia e sarà sempre presente nella sua vita e susciterà in lei sempre sentimenti contrastanti: da una parte l’odio e il disprezzo, perché essa rende gli uomini dei mostri e perché porta la morte, che lei considererà sempre uno spreco senza senso; dall’altra il fascino e l’attrazione irresistibile, aspetti che scopre nella sua esperienza in Vietnam e che la porteranno un giorno a dire: «Io non mi sono mai sentita tanto viva come dopo una battaglia dalla quale sono uscita viva e indenne. […] È dopo aver vinto quella sfida che ti senti così vivo. Vivo quanto non ti senti nemmeno nei momenti più ubriacanti di gioia o nei momenti più travolgenti d’amore». Durante gli intensi bombardamenti degli Alleati, la famiglia riescesempre a salvarsi: «Non mi persi un bombardamento: uno scherzo del destino mi faceva trovare sempre, per l’appunto, nel luogo colpito. Non mi successe mai nulla. Nel pericolo ho sempre una strana, anzi straordinaria fortuna». Ma una notte la loro casa viene completamente distrutta e con essa la cassapanca di Ildebranda, cassa di legno appartenuta alla quadrisavola Caterina Fallaci, contenente i cimeli di tutta la famiglia, tramandati di generazione in generazione; Oriana piangerà per sempre questa perdita, ma grazie al ricordo degli oggetti, delle lettere e delle altre cose contenute in essa svilupperà uno dei suoi libri più riusciti: Un Cappello Pieno di Ciliege, romanzo-saga della sua famiglia.

Nell’autunno 1943, in seguito all’armistizio di Cassibile tra Italia e Stati Uniti (stilato il 3 settembre e annunciato l’8), Edoardo entra a far parte della Resistenza, all’interno del nucleo cittadino Giustizia e Libertà, legato al Partito d’Azione; il suo ruolo è quello di guida della rivolta antifascista all’interno delle officine fiorentine Galileo. Anche la figlia, allora quattordicenne, collabora con la Resistenza, assistendo il padre e facendo da messaggera e da spola da un luogo all’altro con la sua bicicletta. Grazie all’aspetto infantile, dovuto alle treccine e dalla bassa statura, passa sempreinosservata alle truppe nazifasciste, riuscendo a portare a termine i propri incarichi. La Resistenza forgia ancor di più il suo carattere deciso e impavido; lei stessa afferma: «Tutto ciò che sono, tutto ciò che ho capito politicamente, lo sono e l’ho capito durante la Resistenza. Essa è caduta su di me come la Pentecoste sulla testa degli apostoli». All’interno di Giustizia e Libertà, Oriana, il cui nome di battaglia è Emilia, viene a contatto con grandi personaggi come Ugo La Malfa, Carlo Levi, Emilio Lussu e molti altri ancora, uomini spesso caratterizzati da un grande coraggio e senso del dovere, che nel bene e nel male le rimarranno per sempre impressi nella memoria; tutto ciò la porterà ad avere grandi pretese e aspettative da parte degli uomini e non a caso s’innamorerà quasi sempre di uomini impegnati civilmente e addirittura eroici, come il giornalista francese François Pelou, che conobbe a Saigon, e il poeta Alekos Panagulis, impegnato nella lotta contro la Dittatura dei colonnelli in Grecia.

Oriana staffetta partigiana

 

Nel febbraio 1944 il padre viene scoperto, arrestato e portato a Villa Triste, dove viene sottoposto alla torturadal capitano Mario Carità. Quando finalmente Tosca scopre dov’era stato portato il marito, si reca per avere notizie dal capitano Carità, che le risponde che il giorno seguente sarebbe stato giustiziato; e lei: «Restò un attimo immobile. Fulminata. Poi, lentamente, alzò il braccio destro. Puntò l’indice contro Mario Carità e con voce ferma, dandogli del tu come se fosse un suo servo, scandì: “Mario Carità, domattina alle sei io farò ciò che dici. Mi vestirò di nero. Ma se sei nato da ventre di donna, consiglia a tua madre di fare lo stesso. Perché il tuo giorno verrà molto presto.”». Il giorno seguente il padre non viene giustiziato e successivamente viene liberato.L’attività dei Fallaci all’interno della Resistenza prosegue, tant’è che spesso sono costretti e privarsi del cibo per darlo a partigiani nascosti e rischiano in prima persona, ospitando due soldati inglesi. Nell’agosto 1944 Firenze viene liberata e l’attività politica del padre prosegue all’interno del PdA (Partito d’Azione) ed egli stessocontribuisce alla fondazione della FIOM fiorentina. Oriana viene congedata e riceve dall’Esercito italiano una paga di 15.670 lire, che è tentata di rifiutare perché secondo lei aveva solo fatto il proprio dovere; però alla fine la accetta per acquistare per sé e le due sorelle (Neera e Paola) delle scarpe, poiché non ne avevano più. Per il resto della sua vita, Oriana, mantiene vivo il proprio antifascismo, scagliandosi contro i fascismi sia di destra sia di sinistra. Allo stesso tempo cerca di impedire che il merito della Resistenza siaappannaggio esclusivo dei Comunisti, ricordando che tra i combattenti c’erano anche Socialisti, Azionisti, Cattolici, Monarchici, Liberali ecc.

IL MONDO DI HOLLYWOOD

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el 1944 la giovane Oriana si iscrive al liceo classico Galileo Galilei di Firenze e successivamente entra alla facoltà di medicina. Ben presto, però, scopre che l’amore per la scrittura e il giornalismo sono superiori, così interrompe gli studi per dedicarsi totalmente al suo lavoro al giornale. In principio lavora nel Mattino dell’Italia Centrale, ma nel 1951 si trasferisce a Milano alla redazione di Epoca, dove da poco lo stimato zio Bruno è direttore. L’incarico è più che meritato e non dovuto a favoritismi famigliari; anzi, per paura di essere accusato di nepotismo, Bruno Fallaci tratterà la nipote con maggiore severità rispetto agli altri dipendenti. Poco tempo dopo, Oriana passa a scrivere per il famoso settimanale L’Europeo, per cui lavorerà per gran parte della sua vita. Qui si occupa del cinema e delle celebrità, prima italiane e poi internazionali. Inizia così a viaggiare per tutto il mondo: Parigi, Londra, Teheran, New York, Los Angeles.

Oriana e la sua Olivetti, scatto di Ugo Mulas

 

Nel 1956 una breve parentesi le permette di occuparsi di giornalismo politico: dopo innumerevoli insistenze, ottiene dal proprio redattore il permesso di occuparsi dell’insurrezione ungherese contro il regime sovietico. Si reca dunque in Austria, dove apprende che le frontiere dell’Ungheria sono state chiuse a causa dell’invasione dell’Armata Rossa. Non si dà per vinta e con un convoglio della Croce Rossa riesce comunque a raggiungere il paese e a fare il suo reportage.

L’esperienza segna un punto di svolta, perché al ritorno non riesce a immaginarsi di riprendere a occuparsi di pettegolezzi e del mondo dei divi, ma purtroppo è quello che deve fare; tuttavia da quel momento in poi tratterà questi argomenti più svogliatamente e con maggior disincanto. Alla fine degli anni Cinquanta è già alquanto famosa e anche molto temuta dalle stars di Cinecittà e Hollywood, per via delle sue interviste pungenti e rivelatrici. Ma la sua vera passione è scrivere libri, vede il giornalismo solo come un mestiere temporaneo e sogna un giorno di potersi dedicare esclusivamente all’attività letteraria. In questi anni scrive il suo primo libro I sette peccati di Hollywood, più che un libro unaraccolta delle sue interviste più famose.

Il biennio 1958-59 è un periodo nero per la scrittrice, che, innamoratasi profondamente di Alfredo Pieroni, corrispondente per un giornale italiano a Londra, dopo essere stata abbandonata, tenterà il suicidio assumendo dei sonniferi nella sua camera d’albergo, lontano dalla sua famiglia e dalla sua Italia. La ripresa è lenta e solo dopo un anno tornerà quella di prima e non parlerà mai più dell’argomento.

IL SESSO INUTILE E LA LUNA

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Oriana e i suoi primi libri, scatto realizzato dalla rivista di moda «Amica», 1962