Giuseppe Morello è stato un mafioso italiano che ottenne la cittadinanza statunitense. Era legato alla Cosa nostra statunitense ovvero un’organizzazione criminale e mafiosa italo-statunitense che si originò come un’associazione di mafiosi siciliani (successivamente si unirono anche altri gangster di origine campana, calabrese, pugliese…), erano emigrati negli Stati Uniti d’America verso la seconda metà dell’Ottocento. Lui era chiamato “Piddu” o “Joe l’artiglio” a causa della sua deformità alla mano destra, poiché aveva solo il dito mignolo.

 

 

Giuseppe Morello nacque a Carlone, in provincia di Palermo, il 2 maggio 1867. I suoi genitori erano Calogero Morello e Angela Piazza: nel 1872 il padre Calogero morì e la madre si risposò con Bernardo Terranova, un importante esponente della cosca (termine che indica un gruppo di mafiosi legati a una persona o una famiglia) di Corleone, nella quale ha fatto entrare anche il figliastro Giuseppe insieme ai propri figli Vincenzo, Nicola e Ciro, nati dall’unione insieme a Angela Piazza.

Nel 1894, Morello emigrò negli Stati Uniti d’America in seguito a una sua condanna in patria per omicidio e per contraffazione di denaro in cui era stato coinvolto. Fu raggiunto dalla madre, dal patrigno e dai fratellastri nella primavera del 1895 e, insieme a lui, lavorarono nelle piantagioni di canna da zucchero in Louisiana e di cotone in Texas. 

Nel 1897, si trasferì a New York insieme ai fratellastri e fondarono una cosca di falsari (Il falsario è colui che conia monete o banconote senza permesso o che comunque copia materiale che per legge non si può copiare) ed estorsori (In diritto, l’estorsione è un reato commesso da una persona che, con violenza o minaccia, costringe uno o più soggetti a fare o a non fare qualche atto, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno). Le loro sedi erano presso Manhattan ed East Harlem, di cui entrarono a far parte anche i mafiosi Ignazio Lupo e Vito Cascio Ferro. 

La loro cosca era coinvolta nelle attività criminali della “Mano Nera”, fu un insieme di bande che praticava estorsioni all’interno delle comunità italiane nelle città statunitensi all’inizio del XX secolo,che consistevano in estorsioni all’interno della comunità italiana Little Italy, il nome dato a vari quartieri di origine italiana sparsi per il mondo anglosassone, accompagnate da sfregi, danneggiamenti e minacce di morte per le persone che rifiutavano di comprare i dollari falsi stampati dalla banda di Morello. 

 

 

Nel 1900, Morello fu arrestato a causa della falsificazione di banconote, che venivano stampate in Sicilia e importate negli Stati Uniti. Per importare le banconote, venivano messe nel doppio fondo delle lattine d’olio.

Nel 1903, Morello fu sospettato del famoso “delitto del barile”: il corpo del mafioso siciliano Benedetto Madonia, membro della sua banda, fu trovato chiuso in un barile che, a sua volta, fu abbandonato in una strada. Da questa accusa ne uscì indenne. Inoltre, nel 1909 Morello insieme al suo compagno Vito Cascio Ferro, ritenuto l’esecutore materiale dell’omicidio,  furono sospettati di aver organizzato l’assassinio del detective Joe Petrosino avvenuto a Palermo nella Piazza Marina. Successivamente, lo stesso anno i servizi segreti statunitensi di New York riuscirono ad incolpare Morello per una serie di imputazioni e lo condannarono a venticinque anni di carcere, in realtà fu scarcerato nel 1919. 

Nel 1920, Morello tornò in Sicilia a chiedere aiuto ai mafiosi di Corleone perché doveva liberarsi da una sentenza di morte accusato dal mafioso siciliano Salvatore D’Aquila, capo di una cosca a Brooklyn. Lui riuscì a liberarsi e nel 1922 tornò a New York, dove affidò il comando della sua cosca al mafioso Giuseppe Masseria e lui si prese l’incarico di consigliere. 

Il 15 agosto 1930 Morello fu ucciso nel suo ufficio di East Harlem, molto probabilmente da un assassino che agiva per conto del mafioso Salvatore Maranzano, che attraverso lui voleva colpire il nemico Giuseppe Masseria, e iniziò così la Guerra Castellammarese, fu una sanguinosa lotta per conseguire il potere e il controllo della mafia italo- americana che ebbe luogo a New York City dal febbraio 1930 al 1931. Fu una guerra tra il Clan Masseria (oggi famiglia Genovese) e il Clan Maranzano (detto anche famiglia Bonanno o Clan castellammarese).


ARTICOLO DI BEATRICE SANDULACHE DELLA CLASSE IV I DEL LICEO LINGUISTICO


sitografia:

it.wikipedia.org

• Mike Dash, C’era una volta la mafia, Roma, Newton Compton, 2010, ISBN 978-88-541-1812-6.
• Dino Paternostro, Fu il primo «capo dei capi» (PDF), in La Sicilia, 5 agosto 2012, p. 31