Lo sport spettacolo non ha cessato
di crescere in questi ultimi anni in una
società che sembra avere fatto il callo
alle sue degenerazioni (doping, crisi del
fair-play), conseguenze inevitabili della
rivoluzione industriale del settore.
La riprova la si è avuta con il Tour
de France 98. Rispetto ad altri eventi
internazionali di così alto profilo (e
rischio doping), l'intervento del governo
di Parigi è stato senza precedenti.
In Francia lo sport è istituzionalmente
aiutato e sostenuto dal Ministero dello
Sport e della Gioventù, ma anche per
questo controllato. Ebbene l'organizzazione
del Tour de France è privata al
cento per cento, e ciò sembra che non
sia gradito nei palazzi. Da qui uno dei
motivi probabili del tenore repressivo
dell'operazione anti-doping.
Ma lungo le strade della corsa transalpina
gli striscioni "bravo Leblanc" e
"bravo Virenque" non sono certo mancati.
Insomma la gente era per la riconciliazione,
non ha puntato l'indice.
Detto questo, l'industria dello spettacolo
sportivo molto probabilmente
dovrà fare i conti sempre più con un'altra
realtà: il denaro di provenienza illecita.
Il rischio è elevato per via di una particolare
situazione di indebitamento
generale in cui oggi versano l'industria
sportiva dello spettacolo e, paradossalmente,
il suo primo sponsor: i network
televisivi a pagamento.
E se in questo ultimo caso l'esposizione
finanziaria copre spesso investimenti
in tecnologie, per lo sport buona parte
del ricorso al credito viene poi inghiottito
dagli oneri della manodopera, sia in
termini di acquisizione della stessa che
di stipendi correnti.
Senza contare le possibili conseguenze
di eventi rivoluzionari all'orizzonte,
che potrebbero aggravare questo stato
delle cose: da una parte l'avvento di
nuovi sistemi di comunicazione audiovisiva
(internet) che potrebbero bruciare
quelli televisivi, i cui investimenti non si
vedrebbero neppure ripagati; dall'altra
l'azzeramento degli indennizzi sui contratti
di cessione dei diritti alle prestazioni
sportive degli atleti, merci per le
preziose operazioni di ricorso al sistema
creditizio (anticipo sul contratto ceduto
o sulla sua fatturazione).
Il giorno in cui un sistema finanziario
più liberal e meno vincolato alla politica
non dovesse più sostenere questi settori
"liberali" dai bilanci in rosso, per il denaro
delle attività illecite si aprirebbe un mercato
dai confini inesplorati.
Senza un contenimento dei costi della
manodopera dello spettacolo sportivo
e senza un passaggio più massiccio di
sport televisivo in criptato, quel rischio è
destinato inevitabilmente a crescere. Se
non è già realtà (!?).