Albertini, Susta... e Chiamparino?

10 Maggio 2002

Sul panorama sportivo nazionale si

registra periodicamente l’intervento

dei primi cittadini a stimolare la partecipazione

finanziaria delle forze economiche

a sostegno delle massime

espressioni dello sport distrettuale,

sempre più strumenti di geomarketing

per la pubblica amministrazione.

Talvolta si tratta di società sportive

di capitali con fini di lucro (srl, spa) al

pari delle aziende di altri settori, ma

contributi e sollecitazioni del pubblico

non vengono censurate dalla Cee

quale sleale concorrenza sul mercato,

considerato la specificità dello sport,

la cui rivoluzione industriale in Europa

rimane incompiuta.

A livello professionistico, dove le

società hanno un valore intrinseco

(titolo sportivo) ed equilibri societari

interni, questi inviti del pubblico hanno

risvolti diversi se proiettati nei confronti

di potenziali sponsor o donor od azionisti.

Questi appelli interessano tanto la

provincia quanto le aree metropolitane.

Ricordiamo per esempio quelli del sindaco

Albertini rivolti all’imprenditoria

milanese a favore dell’azienda cestistica

già titolare della famosa squadra

“delle scarpette rosse”. Interventi per

certi versi coraggiosi, tenuto conto che

si tratta di competere contro le spa

Internazionale e Milan.

Interventi di cui non ha avvertito

in questi anni la necessità viceversa

il governo della città di Torino, assente

ormai da tempo nell’élite di sport

nazionali quali pallacanestro e pallavolo.

Lì i potenziali investitori devono

fare i conti con il brand Juventus che,

entrato in Borsa, sta pianificando una

manovra di aggressione commerciale

sul territorio senza precedenti (stadio,

polo tematico).

Eppure qualcosa potrebbe cambiare

in futuro sullo scenario del capoluogo

piemontese.

Innanzitutto pensiamo che Torino

2006 dovrebbe lasciare in eredità un

complesso polivalente di alto profilo

(stadio del ghiaccio). A quel punto l’autorità

politica cittadina potrebbe sentirsi

in dovere di chiedere al sistema

Torino investimenti tali da ospitare nella

nuova struttura espressioni sportive di

massima serie.

E proprio in questa ottica potrebbe

inserirsi il progetto Noicom (volley

maschile A) di realizzazione di una rete

regionale pallavolistica, basata su club

satelliti per ogni provincia, il tutto baricentrico

a Torino e non più a Cuneo.

In un possibile futuro rilancio metropolitano

degli sport di squadra di palestra,

organizzati magari a livello di campionati

continentali per club, la provincia

dovrà quindi comprendere se ci sarà

spazio oltre che per la formazione di

manodopera, anche per lo spettacolo

di alto profilo.









Museo Alessandro Roccavilla

Privacy Policy - Cookie policy