Dilettante sarà lei!

17 Ottobre 1997

Quanti giovani universitari od in

cerca di primo impiego sarebbero

disposti a farsi dare del "dilettante", ma

con 1.800.000 lire al mese esentasse in

tasca?

E' la "paga" massima dello sportivo

dilettante. Lontana forse dai premi ritirati

lunedì scorso presso la Fila dai campioni

della neve dilettanti (per il diritto

sportivo tale è lo sci), ma pur sempre

per dieci mesi di attività sportiva una

discreta retribuzione. Fissata da una

legge del 1986: 90.000 lire giornaliere

per cinque giorni di attività: quattro di

allenamento più quello della competizione.

In tutto 450.000 lire a settimana.

Sia in casa che in trasferta. Cambia il titolo

della remunerazione: rimborso spese

nel primo caso ed indennità di trasferta

nel secondo; in nome del dilettantismo

al bando il termine "compenso".

Si tratta di certo di un provvedimento

a favore dello sport non professionistico.

Un aiuto indiretto. Come per l'agricoltura:

agevolazioni fiscali in luogo di

sussidi.

Nel nostro caso si può parlare senz'altro

di "paradiso fiscale", considerato

che l'unico adempimento consiste

nella tenuta di una sorta di libro paga

non vidimato da parte dell'associazione

sportiva. Sulla somma mensile di

1.800.000 lire corrisposte all'atleta, essa

infatti non è tenuta a versare ritenute

fiscali (19%) e sociali (10%), come previsto

viceversa per le collaborazioni continuative.

Da parte sua lo sportivo non

dovrà dichiarare al fisco i 18.000.000

di lire annui, evitando in un colpo solo

Irpef e tassa sulla salute, mentre un'assicurazione

privata potrà garantirgli una

rendita previdenziale di base.

Facciamo due conti con i 24 club del

Campionato nazionale di pallacanestro

di serie B maschile. A parità di paga

netta, per una rosa media di 10 atleti

per 10 mesi di attività l'applicazione dei

suddetti rimborsi rispetto ai compensi

di collaborazione comporta un risparmio

complessivo di 2.094.473.000 di

lire, di cui 1.907.753.000 mancate entrate

erariali (1.0320.480.000 per Irpef,

527.273.000 per Inps e 348.000.000

per tassa sulla salute). Tenuto conto

dei numerosi campionati dilettanti nei

vari sport, il meccanismo può originare

delle cifre non insignificanti.









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