Biografia di René Descartes

LA VITA:

Renè Descartes o, italianiazzato Cartesio , nasce in Francia del 1596 da una famiglia nobile, studia a La Fleche, un collegio gestito da gesuiti; rifiuta il sistema scolastico e la formazione che da essa ne deriva in quanto  troppo formale e  dogmatica; conluso il percorso di laura in diritto si trasferisce a Parigi dove conduce una vita dettata dall’inquietudine e dall’insoddisfazione, questo lo porta  ad arruolarsi come volontario nell’esercito protestante durante la guerra dei trent’anni;  in questi anni gira l’Europa in veste di ufficiale e proprio in queste occasioni ha modo di conoscere Isac Beckman, un matematico con cui passava le serate a fare giochi di logica;  fu proprio lui a trasmettere l’amore per la matematica a Cratesio a cui si dedicò negli anni seguenti.

Mentre prestava ancora servizio come soldto, la notte del 10 novembre 1619 Cartesio racconta di aver fatto tre sogni, durante i quali, ebbe un’intuizione fondamentale per tutta la costruzione del suo pensiero filosofico:  scrisse di aver scoperto «i fondamenti di una scienza meravigliosa». in seguito a questo sogno Cartesio sentì la necessità di riformare il sapere  così cominciò a elaborare i principi di una scienza nuova che orientaase il sapere umano e che  che avesse un unico metodo, come quello della matematica, valido per tutti i campi del sapere.

Nel 1629 si trasferisce nei Paesi Bassi dove era diffusa una maggiore tolleranza nei confronti delle dottrine filosofiche e religiose che si opponevano alla tradizione, e comincia a scrivere i fondamenti di quetsta nuvova scienza.

Nel 1637, pubblicò tre saggi scientifici (La DiottricaLe Meteore e La Geometria) preceduti da una prefazione intitolata Discorso sul metodo: questa  diventò, probabilmente, la più famosa delle sue opere. Negli anni successivi, Cartesio intraprese unfitto scambio di lettere con filosofi e scienziati e tra cui la regina Cristina di Svezia, la cosidetta regina illumiata, tra i due nasce un rapporto di amicizia e il filoso accetta di ascoltare le difficoltà esistenziali della giovane e di confortarla attarvaerso la conversazione filosofica; Cartesio infatti riteneva che questi numerosi problemi di salute della giovane principessa  fossero conseguenza di afflizioni dell’anima e, a seguito della richiesta della giovane principessa di  fornirle una definizione delle passioni così che lei potesse conoscerele approfonditamente e governarle,  nacque il progetto dell’ultima opera di Cartesio dedicata appunto alle passioni dell’anima; venne  composta a paritre dal 1649 e dedicata a Cristina di Svezia, quest’opera prende il nome le passioni dell’anima e originariamente doveva avere come sola destinataria la principessa. 

L’opera si suddivide in tre parti dedicate rispettivamente:

  • alle passioni in generale ( composta da 50 articoli)
  • alla spiegazione delle sei passioni principali
  • all’analisi delle passioni derivate e all valutazione del bene e del male che apportano

In quest’opera Cartesio si dedica principalmente alla reciproca influenza che intercorre tra l’anima e il corpo,  dichiarando  di voler affrontare la questione non da un punto di vista morale ma da un punto di vista fisico; in quest’ottica le passioni non sono una deformazione della mente, come venivano solitamente considerate, ma strutture naturali dell’essere umano che derivano dall’influsso del corpo sui fenomeni mentali.

 

1. le passioni dell’uomo

Cartesio, in apertura, sostiene che la materia trattata nel suo libro «non sia mai stata affrontata prima da nessuno». Cartesio apre  la prima parte della sua opera spiegando  che “l’azione e la passione sono sempre una medesima cosa con due nomi,  a seconda che la riferiamo  al soggetto che la subisce o a quello che la determina”; porsegue  spiegando che  le passioni non sono altro che gli effetti del corpo sull’anima. Il corpo si configura quindi  come il luogo del calore e del movimento, mentre l’anima è intesa come il regno dei pensieri.

Ma avendo ques’topera come scopo  il controllo delle passioni cartesio decide di offrire una spiegazione sperimentale del funzionamento del corpo ed espone la sua teroia secono cui i nervi sono tubicini attraversati da spiriti animali: tali spiriti hanno effetto sul cervello, ed essi sono fondamentali anche per le passioni; Ma questi spiriti non scorrono sempre allo stesso modo: per questo producono effetti diversi nei corpi. Infatti l’anima è causa della direzione degli spiriti animali, ma ciò che distingue l’uomo dagli animali è la presenza della res cogitans ossia la relatà psichica consapevole. 

Passa poi ad anallizare le percezioni che consistono nell’unione tra la sensazione e la  coscienza di sentire e Cartesio ne distingue di due tipi: esse possono provenire dall’esterno o dall’interno cioè dall’anima; Cartesio le suddivide ulterioremente in:

  • percezioni provenienti dagli oggetti esterni
  • percezioni causate dal nostro corpo
  • percezioni causate dalla nostra anim

Cartesio suddivide l’anima in azioni, volotarie, dunque mosse dagli spirti vitali, e affezioni, involontarie, causate nell’anima dagli spiriti vitali, cioè dalle forze meccaniche che agiscono nel corpo.

Il concetto del composto anima-corpo fa riflettere su varie questioni, come ad esempio se siano realtà distinte e quali siano i rapporti tra le due parti. Nonostante l’anima e il corpo siano due realtà ben distinte tra loro, Cartesio esclude che il pensiero sia nel corpo «come un nocchiero nella barca»  Anima e corpo sono dunque «mescolati», come attestano le sensazioni sia interne che esterne, ma non al punto che non sia possibile distinguere alcune operazioni di pertinenza dell’uno e dell’altro; infatti all’anima compete la conoscenza della verità, al corpo le sensazioni che ci sono date dalla natura solo per indicare all’anima quali cose siano di beneficio, quali di danno. 
Il corpo dà dunque all’anima le indicazione necessarie perché essa operi per la sopravvivenza del composto, ma tali indicazioni sono oscure e confuse,e la luce intellettuale deve, per conoscere la verità su di esse rovvedere a chiarirle.

2. Le passioni principali

sono definite da Cartesio semplici e primitive, stanno alla base di tutte le passioni più complesse, cartesio ne riconosce sei e le enumera  in base all’importanza affettiva dell’oggetto produttore di passione; queste sono:

  • Meraviglia: la passione filosofica per eccelenza infatti già Platone e Aristotele l’avevano posta all’origine del sapere; è la sorpresa e novità per ciò che è diverso. Quando vedendo un oggetto per la prima volta ne siamo sorpresi, e lo giudichiamo nuovo, o molto diverso da quanto conoscevamo in precedenza, allora ce ne meravigliamo e ne siamo stupiti; e poiché ciò può accadere prima che ci rendiamo conto se l’oggetto conviene o no, la meraviglia appare come la prima di tutte le passioni; ed essa non ha il suo contrario. La meraviglia è utile “per farci apprendere e conservare nella memoria le cose che prima ignoravamo”; mentre è dannosa se ci si stupisce “scorgendo cose poco o punto meritevoli d’esser considerate”
  • Amore: è un’emozione cagionata dagli spiriti che ci porta a congiungerci volontariamente con l’oggetto che percepiamo come bene e che sembra convenirci . Di amore ve ne sono di diverse specie:  “affezione” è quell’amore per gli oggetti che stimiamo meno di noi (come un fiore o un uccello), “amicizia” quell’amore che proviamo per qualcuno che stimiamo pari a noi, e infine la “devozione” è l’amore verso qualcosa che stimiamo più di noi (come la divinità o il principe).
  • Odio: è un’ emozione causata dagli spiriti che ci spinge a separarci dagli oggetti che ci appaiono nocivi.
  • Desiderio: quel moto dell’anima che vuole per il futuro ciò che viene rappresentato come bene: per cui non solo si desidera un bene che non si possiede, ma anche di non perdere quello che si ha e più ancora di non soffrire mai un dolore o un male.
  • Gioia: è una gradevole emozione dell’anima che consiste nel godimento del bene, presente o futuro;
  • Tristezza: è un languore sgradevole che esprime tutto il disagio dell’anima di fronte a un male o a un difetto.

 

3. Passioni particolari 

Dopo aver analizzato le sei passioni primitive, Cartesio passa in rassegna le passioni particolari: stima, disprezzo, generosità, umiltà virtuosa e viziosa, orgoglio, venerazione, speranza, timore, sicurezza, disperazione, gelosia, vergogna, etc.
Infine scrive: «E ora che le conosciamo tutte, abbiamo meno motivi di prima per temerle; vediamo infatti che per loro natura son tutte buone, e che ci resta solo da evitarne il cattivo uso e l’eccesso». E conclude dicendo che le passioni non sono tutte da condannare, in quanto anche le più negative possono servire a preservare la salute dell’uomo; Cartesio ne raccomanda però il cattivo uso che può essere evitato mediante l’utlilizzo della moderazione che non ci porterà ad agire sottto l’impulso di una forte emozione ma ad avere la forza di aspettare e chiarificarla alla luce della ragione.  Questa è l’arte della saggezza, che si distingue dalla sapienza, proprio per la sua capacità di tenere presente le istanze del corpo e illuminarle con la ragione. In tal modo  l’anima  può  prendere  il controllo delle emozioni e indirizzarle con saggezza al miglioramento dell’esistenza.


ARTICOLO DI CECILIA CAMPRA DELLA CLASSE IV B DEL LICEO CLASSICO